lunedì 14 maggio 2007
I pensieri di Lao Tzu
martedì 1 maggio 2007
...indimenticabile esperienza di una lezione di Taijiquan
di tiziana d'andrea
Lei accende lo stereo e la musica che accompagna tutte le ns. lezioni comincia a suonare, chiudo gli occhi e comincio rilassarmi, allontano e respingo tutti i pensieri che affollano la mia mente ormai stanca dopo la solita e lunga giornata lavorativa. Mi impongo la concentrazione controllando il ritmo del mio respiro ancora affrettato perche' sviluppato nel corso degli anni da un'intensa e appassionata pratica degli stili esterni che ancora scorre dentro di me come un fiume impetuoso.
Pian piano conquisto la serenita' e la quiete interiore, sulle note di quella che avverto come una dolce melodia, vengo riportata al passato come sotto l'effetto di una vecchia ninna nanna sulla quale danzano i tanti ricordi degli ultimi 19 anni.
"Corpo che pensa mente che danza" ripenso al titolo di quel libro che mi ha prestato il Maestro Casavecchia e che suona molto simile ad una frase che ci ripete il Maestro Li Rong Mei "mente che muove corpo che pensa" ....il concetto e' proprio lo stesso.
Inizio lentamente la mia danza guerriera con lenti e continui movimenti cercando di controllare l'equilibrio mentre passo da una posizione all'altra spostando il peso del mio corpo diventuto ormai leggero.
E mentre eseguo il "Uin Shou" e con le mani scanso le nuvole, e' come spostare un fiume di vivacissime e colorate note che davanti ai miei occhi scorrono allegramente su di un immaginario pentagramma in grado di produrre un'inaspettato concerto interiore...
Avverto piu' di frequente un'altra musica ancora sconosciuta che viaggia attraverso il mio corpo e cercando di non perdere la concentrazione provo a rendere armoniosa questa intima melodia sforzandomi di far vibrare unitamente l'anima, il cuore e la mente che finalmente si toccano per ripetuti ma ancora incostanti attimi.
Anche stavolta infatti, inaspettatamente, il ruggito della Tigre che abita dentro di me scuote il mio corpo e per qualche minuto mi sento prigioniera del lento e silenzioso andamento Taiji ecco che inizio ad affrettare il passo....
Come stretta da invisibili e indistruttibili fili di seta
E cosi di tanto in tanto mi "risveglio" e mi ricordo che ci alleniamo sempre in gruppo a volte muovendoci tutti come un unico armonioso corpo che esegue la stessa mistica danza, a volte perdendo un gesto qua e la'.
In gesti simili ai miei, eseguiti dai miei compagni di pratica, vengo circondata da una piacevole carica energetica e da una tanto cercata e finalmente conquistata sensazione di benessere.....
Ci sfioriamo senza toccarci, solo l'aria ci separa ed i ns. movimenti, fatti all'unisono, sembrano originare una leggera brezza a cui la mia pelle reagisce con un piacevole brivido...ma la stanza è chiusa, non ci sono finestre aperte ne spifferi, quel fragile alito di vento è dentro di noi, forse siamo noi...
E' una nuova sensazione interiore, mi sento avvolta da questa magica e sorprendente energia cosi forte e cosi confortevole che sento di camminare sospesa da terra....
Come raccontandomi un'antica ed epica storia per esaltare ed amplificare le mie sensazioni, ci immagino come un piccolo ed orgoglioso esercito di appassionati guerrieri dai pantaloni neri e la casacca bianca, i colori del Tao, che camminano fieri e decisi lungo una strada comune illuminata da un rassicurante ed abbagliante raggio di luce...
Sognamo forse lo stesso sogno, combattiamo forse le stesse paure, sentiamo forse gli stessi dolori ma siamo anche in grado di godere delle stesse piccole gioie e soddisfazioni che proviamo in momenti come quelli che si provano durante la lezione di Taiji, divenuta ormai per me irrinunciabile.....come irrinunciabili ed indimenticabili sono quelle inspiegabili emozioni che con le parole forse non è possibile raccontare...
Al M° Elsa Manenti ed al M° Li Rong Mei
Le canzoni dei cinque passi

Nelle nostre discipline, pratiche interiori che richiedono il grande impegno del corpo ed insieme dello spirito, si incontrano dei numeri. Questi numeri sono chiavi. Ad entrarne in possesso si possono aprire piccoli varchi a spiragli di luce, per capire, apprendere, migliorare………
di fabri simonetta
Avanzare, indietreggiare, guardare a sinistra, guardare a destra, equilibrio centrale: sono i cinque spostamenti fondamentali nel taijiquan. Pochi, semplici indirizzi da seguire. Questi ricerchiamo quando eseguiamo le forme del taiji, quando il nostro corpo e la nostra mente cercano di interpretare il sapere dei maestri.
Troviamo nei manoscritti della famiglia Yang, raccolti da Li Ying-ang, le parole scritte in forma di “canzone” con le quali i “cinque passi” ci vengono raccontati.
Canzone dell’avanzare
Quando è tempo di avanzare,
avanza senza esitazione.
Se non incontri ostacoli,
continua ad avanzare.
Fallire un avanzamento quando è il momento buono
è un’opportunità persa.
Afferrando l’opportunità di avanzamento,
sarai di sicuro il vincitore.
Canzone dell’indietreggiare
Se i nostri passi seguono i mutamenti del nostro corpo,
allora la nostra tecnica sarà perfetta.
Dobbiamo evitare la pienezza ed enfatizzare
la vacuità così che il nostro avversario finisca
contro il nulla.
Fallire la ritirata quando la ritirata è richiesta
non è né prudente né coraggioso.
Una ritirata è davvero un avanzamento se
possiamo trasformarla in un contrattacco.
Canzone del guardare a sinistra
A sinistra, a destra, yin e yang
cambiano secondo la situazione.
Eludiamo a sinistra e penetriamo da destra
con passi forti e sicuri.
Mani e piedi lavorano insieme e
così anche ginocchia, gomiti e vita.
Il nostro avversario non può sondare i nostri movimenti
e non ha difese contro di noi.
Canzone del guardare a destra
Fingendo a sinistra, attacchiamo a destra
con passi precisi.
Colpendo la sinistra e attaccando la destra,
seguiamo le opportunità.
Evitiamo l’affronto e avanziamo dal
lato, cogliendo i mutamenti delle situazioni.
Sinistra e destra, pieno e vuoto,
la nostra tecnica può essere infallibile.
Canzone dell’equilibrio centrale
Siamo centrati, stabili e calmi
come una montagna.
Il nostro qi affonda nel dan tien e
siamo come sospesi al di sopra di ogni cosa.
Il nostro spirito all’interno è concentrato e
il nostro aspetto all’esterno è perfettamente composto.
Ricevere ed emettere energia sono
il lavoro di un istante.